La lezione del referendum sul Comune unico: i cittadini vogliono partecipazione e coinvolgimento

La lezione del referendum sul Comune unico: i cittadini vogliono partecipazione e coinvolgimento

  • Novembre 4, 2024

Passati un paio di giorni dal fine settimana referendario che ha sancito definitivamente la contrarietà dei cittadini residenti al progetto della giunta regionale di unificare i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, penso sia giusto fare alcune considerazioni sia perché credo che sarebbe un grave errore accantonare l’idea di una grande area urbana definita anche amministrativamente, sia perché la volontà popolare espressa dal voto di domenica scorsa è stata chiara e incontrovertibile e necessita di una analisi altrettanto chiara e puntuale.
I cittadini non vogliono questa fusione. Il dato elettorale non lascia spazio a dubbi o incertezze: soprattutto tra la gente di Rende e Castrolibero il progetto di unificare i tre comuni è stato sonoramente bocciato nonostante i grandi partiti fossero (quasi) tutti apertamente schierati per il sì.
Di fronte a questi risultati dobbiamo porci domande: perché questo scollamento con quello che adesso va di moda chiamare il Paese reale? È forse sbagliata l’idea di guardare alla fusione amministrativa di Comuni che già ora, di fatto, costituiscono una unica area urbana e che, come tale, viene vissuta quotidianamente dai cittadini? Oppure semplicemente questo progetto ha sofferto sin dall’inizio di un difetto di partecipazione e condivisione delle scelte con la popolazione residente. Il campanilismo ha dilagato. Ogni ipotesi alternativa è stata soffocata da interessi locali e particolari. Ed ai cittadini non sono stati dati strumenti e informazioni adeguate da permettergli di farsi una idea propria, libera e consapevole, rispetto al progetto di unificazione.
Ho sempre ritenuto il Comune unico l’orizzonte cui guardare per crescere come cittadini e territorio. Ne sono ancora convinto nonostante la netta opposizione popolare. Continuo a credere che il Comune unico sia una grande opportunità per ridare centralità al territorio e permettergli di competere alla pari con i grandi agglomerati urbani già nati o in via di formazione.
Dobbiamo solo imparare la lezione di questo referendum e coinvolgere davvero i cittadini nel processo decisionale. Riempire la parola partecipazione di contenuti reali, ascoltando le esigenze e i bisogni dei territori per poi arrivare alla sintesi più giusta, equa e produttiva nell’interesse di tutti e senza lasciare nessuno indietro.