Coordinamento nazionale Siulm carabinieri: inaccettabile per uomini dello Stato sostenere tesi negazioniste

Coordinamento nazionale Siulm carabinieri: inaccettabile per uomini dello Stato sostenere tesi negazioniste

  • Gennaio 13, 2023

Leggiamo con stupore una dichiarazione firmata da un’organizzazione sindacale di carabinieri che dichiara – per evitare fraintendimenti lo citiamo testualmente – di volere partecipare alla protesta no-green pass di Trieste contro quella che definiscono “una dittatura sanitaria”.

E’ bene dirlo subito e nella maniera più chiara possibile: una posizione del genere in questo momento è del tutto inaccettabile a prescindere da chi ne sia l’autore o l’inconsapevole veicolo. In questo momento c’è bisogno di unità e di responsabilità. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte per isolare le frangie estreme e violente che si sono già messe in moto per strumentalizzare la protesta e farne occasione per creare il caos.

E’ difficile pensare come sia proprio un’organizzazione sindacale dell’Arma a fare da scudo e sostenere tesi negazioniste, antiscientifiche e totalmente irresponsabili.

Ancora più grave è dover constatare come questi colleghi sindacalisti (se così possiamo ancora definirli) si siano affrettati ad aderire ad una manifestazione indetta non si capisce bene da chi e dalla composizione estremamente eterogenea ed equivoca tanto che nessun’altra sigla sindacale, neanche gli stessi portuali di Trieste, avevano voluto aderire proprio per il sentore di infiltrazioni da parte di gruppi violenti e strumentalizzazioni di natura politica e sociale dalle quali, evidentemente, occorre prendere tutti le distanze.

Non siamo noi a dovere ricordare ai colleghi carabinieri che non è consentito andare in piazza con chi minaccia di violare le leggi dello Stato. Lo stesso Stato che tutti noi abbiamo giurato di difendere.

E’ chiaro che in questa situazione qualcuno sta perdendo la bussola così com’è altrettanto evidente che stiamo rischiando di gettare alle ortiche una conquista epocale qual’è il sindacalismo militare organizzato che in questo momento potrebbe passare in secondo piano rispetto a una malcelata voglia di protagonismo a tutti i costi, a pulsioni populiste e ad atteggiamenti irresponsabili e ambigui che fanno male non tanto e non solo a chi se ne fa portavoce, ma a tutta la nostra Istituzione.