Infrastrutture sportive tra incuria e degrado. A breve un dossier sulla Calabria
- Aprile 6, 2024
Le recenti dichiarazioni del presidente del CONI Giovanni Malagò sulla inadeguatezza strutturale dell’impiantistica sportiva italiana, mi permettono di tornare su un argomento che ho particolarmente a cuore ed è centrale nelle politiche di sviluppo del sistema sportivo. Tant’è che negli ultimi mesi ho avviato una ricognizione sullo stato degli impianti sportivi calabresi: palestre, campetti, palazzetti, piscine, stadi.

Una sorta di piccola “indagine” tutt’ora in corso che ci sta consegnando la fotografia attuale dello stato dei luoghi e ci consente di iniziare a fare alcune riflessioni.
L’impiantistica sportiva calabrese non è messa bene. In modo trasversale su tutto il territorio regionale abbiamo raccolto segnalazioni e resoconti della presenza di strutture sportive in stato di abbandono e degrado. Ce ne sono tantissime, centinaia e nessuna provincia calabrese può dirsi immune da questa pandemia di abbandono e decadimento. Certamente non fa bene all’immagine della Calabria vedere questa lunghissima sequenza di impianti pensati e progettati per praticare le più disparate discipline sportive, chiusi nel migliore dei casi quando non proprio abbandonati all’incuria e ai vandali.

Eppure i vantaggi che potrebbero derivare da una rete di strutture sportive moderne ed efficienti massicciamente dislocate su tutto il territorio della regione, sono evidenti e di grande impatto. Pensiamo solo agli effetti positivi per quelle piccole comunità di cui la Calabria è piena che vivono una drammatica carenza di spazi di aggregazione e socialità. O ai tanti giovani che non riescono a praticare sport proprio per la penuria di impianti e strutture sul territorio.
Lo sport è un settore ampio e assai variegato. Le discipline sono parecchie e hanno tutte uguale dignità. Ad ognuna dovrebbe essere garantita la possibilità di accedere a spazi attrezzati ma non è quasi mai così.
Con un intervento ad alto impatto sull’impiantistica sportiva si potrebbe incidere notevolmente su questa situazione con un impegno relativamente contenuto anche dal punto di vista economico potendo attingere pienamente dai fondi del PNRR.
A breve usciremo con un dossier che raccoglierà una ricca documentazione anche video – fotografica. Lo faremo pubblicamente perché vogliamo coinvolgere in questa battaglia di civiltà le istituzioni sportive e politiche cosicché ognuno sarà chiamato a prendersi uno spicchio di responsabilità per liberare dal degrado un patrimonio pubblico che non possiamo considerare abbandonato e perso.

Questo sarà il nostro contributo nella speranza di avviare non soltanto una discussione sull’impiantistica sportiva ma un vero e proprio piano di azione con interventi di ristrutturazione, potenziamento e riqualificazione del patrimonio esistente così che possa essere messo a disposizione dei cittadini in condizioni di piena operatività ed efficienza.