“Violenza sulle donne, una battaglia di civiltà da combattere nelle scuole”

“Violenza sulle donne, una battaglia di civiltà da combattere nelle scuole”

  • Novembre 20, 2023

Partecipare al lutto della famiglia della povera Giulia e non aprire una riflessione pubblica su come fermare questa barbarie senza fine, sarebbe inutile e rischierebbe di farci riprodurre il copione che si ripete sempre uguale a se stesso ogniqualvolta accade un nuovo femminicidio.
E invece è propio in questi momenti che dobbiamo cominciare a chiederci come e dove si può intervenire per insegnare la cultura del rispetto, l’educazione sentimentale, come prevenire la violenza di genere iniziando dove maggiore è la ricettività e la possibilità di cambiamento: dai giovani.
L’istruzione è certamente uno strumento chiave nella lotta contro la violenza di genere. E a questo proposito non è possibile far passare sotto silenzio l’ostruzionismo e le difficoltà opposte da una ben identificata parte politica nell’iter parlamentare seguito dalla proposta di legge per introdurre l’educazione sentimentale nelle scuole.
Di questo invece dobbiamo parlare e tutti devono essere chiamati alle proprie responsabilità.
La lotta contro la violenza di genere ha bisogno di consenso e unanimità. Su questo, almeno su questo, non possiamo dividerci. Almeno sul contrasto a questa mattanza di donne e di ragazze, lasciamo da parte lo scontro politico e proviamo ad imprimere uno scatto di civiltà al nostro Paese.
Ormai è chiaro: non basta la repressione se non si fa prevenzione. Occorrono leggi che introducano l’educazione al rispetto e all’affettività in tutte le scuole d’Italia e su questi temi le forze politiche non possono più ridursi a dichiarazioni di circostanza e stanche cerimonie di nessuna utilità.
L’idea di educare al rispetto contro la violenza e la cultura maschilista già nelle scuole, deve essere il perno di una grande operazione di prevenzione che deve partire subito coinvolgendo associazioni studentesche, genitori, sindacati, professionisti della salute mentale e istituzioni del territorio.
Accendiamo il faro dell’attenzione pubblica sul tema e manteniamolo acceso fin quando non avremo messo a punto una rete di protezione sociale per le donne veramente efficace e universale.
Perché un Paese che usa violenza sulle donne, non è un buon posto per nessuno.