Violenze a scuola, preoccupa la frequenza e la gravità degli episodi

Violenze a scuola, preoccupa la frequenza e la gravità degli episodi

  • Maggio 7, 2024

Ciò a cui stiamo assistendo è una recrudescenza di violenza tra alunni e contro gli insegnanti.
Un fenomeno preoccupante per le dimensioni assunte e la frequenza degli episodi. Solo nell’ultima settimana, a Reggio Calabria uno studente ha accoltellato un compagno durante una lite a scuola e lo ha spedito all’ospedale in rianimazione e dopo pochi giorni in un istituto tecnico-commerciale di Corigliano Rossano un alunno ha preso a calci e pugni un professore reo di avergli affibbiato un voto ritenuto “troppo basso”.
Uno stillicidio di violenza gratuita, con episodi praticamente ogni settimana. Nel 2022-2023 furono in tutto 36. Soglia già preeoccupante che non è difficile ritenere sarà superata già nei primi 6 mesi di quest’anno.
C’è un dato che la dice lunga sulla situazione in cui versa la scuola in merito a questo fenomeno: da quando si è iniziato a rilevare l’incidenza delle aggressioni commesse in danno del personale scolastico, dunque a partire dallo scorso anno (prima non c’era neanche questa sensibilità) si è registrato un aumento delle aggressioni perpetrate dai genitori pari al 111%.
Un dato più che allarmante e che sarebbe un grave errore considerare episodico.
Piuttosto dobbiamo renderci conto di come evidenzia una tendenza di natura e dimensioni sociali al decadimento della cultura del rispetto delle regole e delle persone così come delle autorità. Per questa ragione, è necessaria una rivoluzione culturale che passa da una revisione delle regole di comportamento dei nostri studenti e da azioni concrete a supporto del personale scolastico.
Sono e resto convinto che l’azione repressiva – per quanto naturalmente necessaria – da sola non possa portare risultati se non un ulteriore allontanamento dello studente dalla comunità scolastica che dovrebbe invece costituire un’occasione di consapevolezza del valore della sanzione, da vivere nella scuola o attraverso attività di cittadinanza solidale.
Infine, e senza alcuna polemica, non posso non rilevare che siamo all’inizio di una campagna elettorale dove tutti i candidati parlano di quello che potrebbe o dovrebbe fare l’Europa ma nessuno si sofferma su quello che sta accadendo nella principale agenzia educativa del nostro Paese.
Un consiglio e un contributo voglio darlo: sarebbe il caso di mettere mano all’insieme di iniziative che dobbiamo intraprendere per portarci alla riaffermazione di valori di buon senso, che si sono incredibilmente dispersi: il rispetto delle persone, il rispetto delle regole e delle istituzioni, il senso di responsabilità, un ritrovato rispetto per l’autorità, il pieno coinvolgimento delle famiglie nel patto educativo con la comunità scolastica.

Di questo e non di altro dovrebbe parlare chi si candida a rappresentare la nostra comunità…