Una società che non pensa all’istruzione è destinata al fallimento

Una società che non pensa all’istruzione è destinata al fallimento

  • Giugno 10, 2023

Mi è capitato di leggere oggi la riflessione di una professoressa in occasione della fine dell’anno scolastico. Una lettera che mi ha toccato nel profondo. Mi ha emozionato la passione che filtrava da quelle righe, l’affetto e la vicinanza dimostrata nei confronti degli studenti, la precisa consapevolezza del proprio ruolo e dell’importanza del suo lavoro per la formazione di quei ragazzi.
Mi ha fatto riflettere sul delicato compito svolto dagli insegnanti nella nostra società. Perché se è vero che la scuola, con la famiglia, sono le principali agenzie educative del Paese, gli insegnanti sono certamente i primi educatori dei nostri figli; li accompagnano in un viaggio pieno di insidie, lungo e faticoso attraverso l’adolescenza, un momento magico ma difficilissimo.
I ragazzi rappresentano il nostro futuro. A loro dobbiamo tutto il nostro impegno, la responsabilità di fare scelte orientate alla salvaguardia del pianeta e a garantire equità e diritti in tutte le parti del mondo allo stesso modo.
Dare ai giovani gli strumenti necessari per formarsi una coscienza civica e per crearsi domani un giudizio autonomo che gli consente di non seguire acriticamente la massa ma ragionare con la propria testa secondo gli obiettivi e le aspirazioni di ognuno, deve essere la nostra prima e più urgente esigenza.
E la cultura, l’insegnamento, la scuola sono, in questo processo, le armi più efficaci (se non le uniche) di cui possiamo disporre per sperare in un futuro e in un domani migliore.