Emergenza giovani

Emergenza giovani

  • Settembre 5, 2023

I gravissimi casi di cronaca che si sono verificati a Palermo, a Caivano e in molte altre parti d’Italia e che hanno avuto come protagonisti e vittime gruppi di adolescenti, mi hanno sollecitato alcune riflessioni che ritengo utile condividere pubblicamente.
La dignità umana e il rispetto dell’altro costituiscono oggi una vera emergenza educativa, molti adolescenti subiscono un bombardamento di immagini e notizie di contenuto totalmente inappropriato alla loro giovanissima età. Manca una vera cultura del rispetto tra generi e della persona in generale. Viviamo in una società improntata al consumismo e al materialismo, in cui i valori e i diritti vengano ignorati o calpestati in funzione della logica del più forte, che si sente autorizzato a predare e bullizzare il prossimo con il consenso complice del vuoto affettivo determinato spesso dalla scarsa presenza delle figure educative di riferimento. Le famiglie, i genitori, hanno le responsabilità preponderanti nella crescita dei propri figli. Anche le agenzie educative esterne al nucleo familiare hanno comunque un compito preciso: contrastare l’ “addestramento” al cinismo, al disprezzo, alla prepotenza e all’ignoranza costantemente indotto da tutta una serie di stimoli presenti in un sistema improntato all’apparenza più che alla formazione di individui coscienziosi e responsabili.
Poco tempo viene dedicato al dialogo con adolescenti abbandonati per ore a contatto con tutto quello che il web propone in molti casi senza nessuna forma di controllo dal momento che, difficilmente, con i ritmi frenetici del lavoro, gli adulti riescono a seguire un dialogo o una discussione costruttiva per ragionare insieme circa l’opportunità di determinati comportamenti.
La scuola dovrebbe potenziare l’insegnamento dell’educazione civica proprio per spiegare sanzioni, reati e conseguenze di azioni eticamente e penalmente inammissibili. In primo luogo si dovrebbe insistere sull’importanza del rispetto della dignità altrui, ripristinare l’autorevolezza di insegnanti e genitori.
E poi è necessario pensare ad un nuovo modello scolastico più flessibile evitando, per esempio, le famigerate classi pollaio, in cui è veramente difficile dedicare a tutti i ragazzi il tempo necessario per l’ascolto. E soprattutto tutti noi genitori dovremmo cambiare il nostro modo di agire e di parlare nei confronti dei figli: dobbiamo trasmettere fiducia e autostima, condivisione e attenzione per i sentimenti altrui.
Solo così possiamo sperare di fare qualcosa di concreto nell’interesse delle giovani generazioni e del futuro di questa società.