Emergenza scuola, in Calabria dati sconfortanti
- Aprile 17, 2023
Se guardiamo alla Scuola, la Calabria negli ultimi anni ha mostrato sempre il fiato corto sia nelle valutazioni Invalsi che misurano la qualità della didattica che nella situazione infrastrutturale di edifici, aule e palestre. Non è una novità per la nostra regione trovarsi ancora una volta in fondo alle classifiche. La Calabria esibisce i dati più sconfortanti in materia di sicurezza e di adeguamento degli edifici scolastici. A ciò si aggiunge la permanenza di squilibri territoriali: è stato più volte fatto rilevare che molti comprensori delle aree interne della Calabria sono tagliati fuori da una offerta formativa minimamente accettabile per la mancanza di servizi, trasporti in particolare, che penalizzano la partecipazione degli studenti alle attività che le istituzioni scolastiche pongono in essere. Questo stato di cose non assicura equità e qualità. Non garantisce il diritto allo studio per tutti. Discutibili sono state le prese di posizione e i provvedimenti che in questi anni si sono succeduti ma che non hanno tenuto conto delle peculiarità territoriali, dei bisogni formativo ed educativi delle aree più a rischio della regione e che non hanno portato a compimento i processi di modernizzazione delle scuole come avviene invece per gli altri servizi alla comunità. È sul territorio che si misura la capacità della politica ad affrontare i nodi strutturali di un sistema scolastico come il nostro che manifesta delle criticità ormai consolidate che vanno dal gap nei livelli di apprendimento tra i nostri studenti e il resto del Paese alla qualità dei nostri edifici scolastici. Ma non ci si sofferma mai però a fare una attenta analisi sul perché di tali risultati per poi avviare una seria ricostruzione della scuola con investimenti seri e reali, anche in termini di risorse umane, ancorché necessari in un territorio che denuncia alti tassi di dispersione, di analfabetismo e dove la cultura della illegalità è peraltro molto diffusa.
La Regione Calabria potrebbe oggi porsi l’obiettivo di recuperare un protagonismo forte in questo campo, di esprimere una politica per l’istruzione nel rispetto delle autonomie e produrre un dibattito che si sviluppi sul piano politico, culturale e sociale. I tempi sono maturi per un nuovo confronto politico – istituzionale, atteso che non si è mai realizzata una sorta di “conferenza politica” sui temi della scuola e dell’istruzione e delle linee di sviluppo socio-economico della regione verso cui orientare magari nuovi profili formativi.
Il problema principale è stato finora la scarsità delle iniziative sul territorio calabrese dovuto spesso alla inadeguatezza delle sue varie guide. È il momento di cambiare rotta. La classe politica deve sfruttare le opportunità offerte dal Pnrr per rimettere la Regione in carreggiata e in linea con il resto del Paese.