Lettera ai giovani

Lettera ai giovani

  • Gennaio 14, 2023

Oggi più che mai è necessario puntare sulle nuove generazioni, l’unica risorsa strategica
per tentare di arrestare il declino che sta vivendo la nostra terra. Nessun cambiamento è
realizzabile senza il loro contributo e, del resto, le cronache giornalistiche testimoniano il
desiderio dei giovani di partecipare attivamente alla vita del Paese.
Dire che i nostri ragazzi sono senza futuro è una trista realtà che non può però legittimare
questa sfiducia dilagante e profonda che rischia di paralizzare le potenzialità delle nuove
generazioni chissà per quanto tempo ancora.
La vera questione da porre è semmai la qualità del futuro. Non c’è nessuna legge che
stabilisce come andranno le cose domani, c’è solo l’azione politica e sociale che può rendere
più o meno probabile un generale scadimento del benessere e delle opportunità.
E’ questo un aspetto fondamentale che i nostri giovani devono tenere in grande
considerazione: le radici del futuro stanno nel presente. Chi non prepara bene il terreno
oggi e non semina con cura non può pretendere di raccogliere buoni frutti domani.
In questo senso è certamente da raccogliere positivamente l’appello lanciato dal premier,
Matteo Renzi, durante una sua recente visita a Scalea quando ha voluto spronare i
calabresi a non piangersi addosso e ad essere artefici del proprio futuro.
A maggior ragione i giovani, che pure hanno oggi ottimi motivi per indignarsi, non possono
per questo rimanere remissivi così a lungo, accettando una innaturale subalternità politica
e culturale.
E’ arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e di mettersi in gioco per favorire le
condizioni che possono portarci fuori dal pantano economico e sociale prodotto da decenni
di governi regionali incapaci e corrotti.
Ai ragazzi chiedo adesso un segnale forte e coerente di reale e radicale cambiamento;
chiedo loro di non aspettare che siano gli altri a produrre una svolta positiva ma di attivarsi
nelle loro comunità attraverso quei piccoli gesti quotidiani che sono in grado di produrre,
per contagio, il germe positivo del cambiamento.