“Nessuno indietro”, un programma di fatti e concretezza
- Febbraio 15, 2023
C’è una cosa che ultimamente mi ha colpito particolarmente e di cui vorrei parlare brevemente.
Mi è capitato, sempre più spesso, di sentirmi dire “ma chi te lo fa fare” ad impegnarti nello spazio pubblico che sia lo sport, il sociale o anche l’attività politica svolta sul territorio con un gruppo di persone giovani, competente, pulite e motivate che hanno come unico obiettivo il bene comune.
A loro e a tutti coloro che pensano che impegnarsi in prima persona sia tempo sprecato, dico che invece è vero il contrario. È solo impegnandosi per quello in cui si crede e mettendo a disposizione del proprio territorio e della società le proprie competenze e tutta la disponibilità di cui si è capaci che si può contribuire alla crescita collettiva e al miglioramento del benessere di tutta la popolazione. Viceversa, ogni volta che rinunciamo a schierarci di persona e deleghiamo ad altri le scelte che riguardano il nostro futuro, contribuiamo involontariamente a mantenere privilegi e rendite di posizione che favoriscono pochi a scapito della maggioranza dei cittadini.
Nel corso della mia esperienza non è stato sempre tutto semplice e spesso mi sono trovato difronte ad ostacoli e difficoltà che sembravano insormontabili. Ma li ho affrontati sempre con impegno e dedizione mantenendo la schiena dritta e la testa alta e alla fine sono riuscito a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefisso. Nello sport, con lo CSAIn (Centri sportivi aziendali e industriali) di cui sono presidente regionale e vicepresidente nazionale, siamo presenti su tutto il territorio e lavoriamo quotidianamente per cercare di rispondere alle criticità- e sono molte – che provengono dalle associazioni e dalle società sportive. Ed è solo una parte di quello che facciamo dal momento che un pezzo importantissimo del mio lavoro lo dedico alle problematiche sociali e alla formazione giovanile. Il nostro territorio è seduto su una polveriera sociale. Questo perché non può esserci bene comune se non si interviene sullo squilibrio vergognoso che esiste tra una sparuta minoranza di privilegiati che accumulano ricchezza e benefici e una fetta di popolazione sempre più ampia che fatica ad arrivare alla terza settimana del mese. Disuguaglianze che creano terreno fertile per l’emarginazione, le devianze e tutti i comportamenti socialmente disfunzionali di cui abbiamo giornaliere testimonianze.
Ecco perché vado spesso nelle scuole, cerco di parlare con i ragazzi, di aprire un canale con loro anche attraverso il contributo di specialisti dell’alimentazione, della formazione, della salute mentale e degli stili di vita sani e attivi.
Purtroppo è drammaticamente vero che la politica su questi temi è stata assente e lo è tutt’ora. È sempre difficile coinvolgere le istituzioni nei tanti progetti che portiamo avanti e questo accade perché la nostra classe dirigente è ancora legata ad un modo di intendere e praticare la politica vecchio, incapace di coinvolgere i giovani e del tutto inefficace nel rispondere alle problematiche di una società in continua evoluzione.
Ed è questo che vorrei far capire a quelli che pensano sia inutile partecipare alla vita pubblica: è vero il contrario. Non solo è giusto farlo ma è necessario per il bene di tutti. Basta farlo come posso orgogliosamente dire di fare io: senza secondi fini e nessun altro obiettivo che non sia il bene comune e il miglioramento delle condizioni di vita di tutti, iniziando da coloro che hanno più difficoltà.
È questo quello per cui mi batto da quando, da un piccolo comune della provincia di Cosenza, ho iniziato ad impegnarmi per il mio territorio e i miei concittadini. Ed è quello che continuo a fare ancora adesso anche dopo aver ottenuto risultati che mi hanno riempito di orgoglio e che voglio dedicare a mio padre e mia madre: è grazie a loro se sono diventato quello che sono.
E oggi anche mio padre, sono sicuro, da lassù sarà orgoglioso di me.