L’altra faccia della crisi: astensionismo e partito del non-voto
- Febbraio 20, 2023
Il voto democratico è una delle maggiori conquiste delle democrazie libere e moderne. Il voto è protetto dalla nostra costituzione, è un diritto e al tempo stesso un dovere civico. Ma il numero di quanti non si recano alle urne è in crescita ovunque. Dunque dobbiamo chiederci perché le persone non vanno a votare dal momento che Il fenomeno, recentemente, ha assunto proporzioni mastodontiche e davvero preoccupanti.
Il tema dell’astensionismo domina da anni il dibattito politico. Elezione dopo elezione, tornata dopo tornata, la partecipazione elettorale del popolo italiano è diminuita in maniera sostanziale. Alle prime elezioni della camera dei deputati (1948) partecipò il 92,23% del corpo elettorale, nel 2013 la percentuale era del 75,20%, per la prima volta sotto la soglia dell’80%.
Alle ultime regionali in Lazio e Lombardia l’astensione ha sfondato la soglia monstre del 60%.
È perciò importante chiedersi perché i cittadini decidono di non recarsi alle urne a votare e quali sono le motivazioni.
Quella che appare la più verosimile è la forte somiglianza tra proposte e idee dei vari candidati e delle diverse coalizioni, con la conseguenza che la vittoria di uno o dell’altro avrebbe uno scarso impatto sulla vita dei cittadini. La seconda ragione risiede nella crisi dei partiti, i quali ormai non riescono più a mobilitare gli elettori e portarli alle urne.
Nel nostro Paese c’è una generale sfiducia nei confronti dei partiti e delle istituzioni. Grazie alla terza edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat tutto questo è ancora più evidente. Lo studio ha una sezione dedicata alla politica e alle istituzioni in cui, fra le altre cose, tiene traccia della fiducia dei cittadini nei confronti di partiti politici, parlamento e istituzioni.
La notizia dunque non è tanto il basso livello di partecipazione, ma la ragione per cui gli italiani decidono di non votare: più che in altri paesi il tema della sfiducia nei confronti delle istituzioni contribuisce ad allontanare i cittadini dalle urne ed a far sì che si disinteressino dei provvedimenti e delle azioni che incideranno anche sul loro futuro.