Pericoli della rete e trappole “digitali”. Una riflessione necessaria in tempi di pandemia e quarantene
- Gennaio 12, 2023
Nel lungo periodo di lockdown causato dalla pandemia da Covid-19, si è molto amplificato il fenomeno dell’abuso dei dispositivi digitali e un loro utilizzo incontrollato da parte dei minori che, conseguentemente, ha provocato un aumento dell’esposizione di giovani e giovanissimi ai pericoli della rete.
La pandemia da Coronavirus, ha portato ad una crescita senza precedenti del tempo speso davanti ad uno schermo. La chiusura delle scuole e le strette misure di contenimento hanno comportato per un numero sempre maggiore di famiglie la necessità di utilizzare la tecnologia e le soluzioni digitali per consentire ai bambini di studiare e restare connessi con il mondo esterno. Ma non tutti hanno le conoscenze, le attitudini e le risorse necessarie per essere al sicuro online e i pericoli in cui rischiano di cadere i giovani – e non solo loro – navigando in rete, sono molti e molto frequenti. Pensiamo all’isolamento sperimentato dai giovani per l’utilizzo talvolta esclusivo di modalità di comunicazione digitale e ai problemi che ha creato e continua a creare in una parte preponderante di popolazione giovanile che non ha più la possibilità di vivere la propria socialità.
Già nel 2020 il comitato regionale CSAIn Calabria ha avviato e realizzato un progetto che chiamammo “Io resto a casa” per premiare il miglior video sulla pandemia realizzato dalle nostre associazioni. Attraverso questa iniziativa, abbiamo voluto favorire un processo di elaborazione di quello che stava accadendo intorno e dentro di noi a causa del Coronavirus offrendo ai nostri tesserati la possibilità di riflettere su quello che stava accadendo e di affrontarlo con immaginazione e creatività.
Quello della rete è un mondo sommerso e virtuale, un universo di cui i giovani sono voraci ma è anche un mondo ancora sconosciuto e al suo interno si possono trovare i pericoli più gravi. Per questo sarebbe auspicabile che tutti noi ci impegnassimo al massimo delle nostre possibilità per offrire ai giovani messaggi chiari e comportamenti univoci verso la consapevolezza di un pericolo che non è legato soltanto alla rete, ma che ricade anche sulla quotidianità, creando ad esempio difficoltà comunicative ed espressive. Tra i principali pericoli per i giovani, la manipolazione psicologica, resa evidente dai tanti casi di cronaca che raccontano di giovanissimi alle prese con il cyberbullismo, il sexting e la ludopatia che talvolta portano a ricadute anche dal punto di vista fisico e mentale. Questi sono alcuni dei segnali più profondi, ma ce ne sono altri a cui i genitori dovrebbero essere educati a prestare attenzione, come il costante utilizzo del telefono, che provoca un isolamento sociale e spesso anche attacchi d’ansia e irritabilità. La società deve, quindi, accorgersi di questa pandemia, che non è solo dovuta al virus, ma è anche sociale e ci vede tutti sempre più connessi.
E’ importante tenere vivo il dibattito e analizzare il fenomeno per affrontarlo e lavorare sulla prevenzione, soprattutto fra le nuove generazioni. I pericoli che provengono dall’abuso di strumenti informatici in questo periodo di isolamento dovuto alla pandemia sono entrati ancora di più nelle case ed espongono le famiglie a un effetto nocivo anche sul budget familiare, con casi drammatici di indebitamento e ricorso all’usura.
Sono tratti allarmanti di cui le istituzioni pubbliche dovrebbero farsi pienamente carico cercando di mappare il fenomeno e definire una serie di pratiche di prevenzione. Su questo il nostro Paese è in ritardo rispetto ad altre realtà, per cui occorre anche da parte degli enti di promozione sportiva e delle istituzioni a carattere sociale, una presa di coscienza dell’importanza di spingere sul fronte della collaborazione fra pubblico e privato per canalizzare gli sforzi in un’unica direttrice verso azioni mirate ad una efficace opera di sensibilizzazione e prevenzione.
Detto ciò, faremmo un errore a demonizzare il fenomeno della digitalizzazione nel suo complesso. Occorre certo essere consapevoli dei pericoli che porta con sé ma allo stesso tempo non possiamo non evidenziare come l’evoluzione tecnologica e la digitalizzazione rappresentino al momento una formidabile spinta allo sviluppo e alla modernizzazione del Paese. C’è la necessità di guidare questi processi e di porci il problema come collettività delle conseguenze che un abuso di strumenti informatici può lasciare sui nostri giovani dal punto di vista del mancato sviluppo psico-sociale.
E’ evidente la necessità di trovare gli strumenti più adatti per mantenere i ragazzi impegnati in attività
sociali, sportive, culturali anche in tempo di pandemia. Per farlo è fondamentale coinvolgere le famiglie nella consapevolezza che non tutti sono attrezzati e riescono a gestire situazioni complesse come quelle che possono determinarsi da un eccessivo isolamento e da un annullamento delle relazioni esterne.
CSAIn Calabria si è attivato fin dalle prime avvisaglie della pandemia con progetti, iniziative pubbliche e campagne di sensibilizzazione offrendo supporto e sostegno alle proprie asd/ssd sia per ciò che riguarda l’informazione tempestiva su norme e codici di comportamento sia attraverso il supporto logistico e organizzativo a favore delle associazioni sul territorio.
Sul piano nazionale anche il progetto della web-tv che è stato lanciato subito dopo l’estate ed è ora in piena fase operativa contribuisce certamente ad incrementare la comunicazione e a ridurre la distanza tra l’Ente e “il territorio” e rientra in una strategia orientata a promuovere e valorizzare sempre più e sempre meglio l’aspetto pedagogico, educativo e sociale dello sport.
Per il prossimo futuro sono già in cantiere tutta una serie di iniziative in tandem con scuole, centri sportivi, enti ed istituzioni finalizzate a porre il problema di responsabilizzare le famiglie sui pericoli della rete, fare prevenzione, offrire opportunità di sensibilizzazione, parlare con i più giovani di tutti questi pericoli, educarli al riconoscimento di situazioni potenzialmente pericolose e cercare di aiutarli a costruire una “coscienza digitale” in grado di proteggerli sempre. Il futuro dei nostri figli sarà un futuro digitalizzato e fatto di tecnologia: pensare di risolvere il problema proibendogli di utilizzare il web, sarebbe una strategia poco lungimirante e poco adattiva. La formazione, il supporto psicologico e il dialogo sono e rimangono le uniche carte vincenti per proteggere i più piccoli da forme subdole di manipolazione.