Sciopero generale segnale forte: ripartiamo da diritti e lavoro
- Novembre 18, 2023
La prima grande mobilitazione di piazza contro le politiche del governo Meloni è andata. I lavoratori per la prima volta in questo frangente politico dominato da austerità e rigore nei conti pubblici, sono scesi in strada per rivendicare contratti, diritti e tutele.
Non parteciperò alla diatriba sulle adesioni allo sciopero o sulla partecipazione alla manifestazione: non importa se era del 70% o del 15% o se erano 60mila o 10mila. Ciò che conta davvero è aver dato un segnale forte. Dobbiamo sostenere le richieste del sindacati nei confronti del Governo al fine di ottenere un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali nel Paese. Ancora una volta il Parlamento italiano approverà una Legge di bilancio insufficiente, che non risponde alle esigenze reali del Paese ma, anzi, aumenta ancora le diseguaglianze.
Una manovra finanziaria profondamente iniqua nei confronti del Mezzogiorno e della Calabria in particolare. Questo sciopero è un atto dovuto e necessario di fronte alle mancanze di questo governo, alla sua inaffidabilità, alla sua indisponibilità al confronto per alzare i salari, per estendere i diritti e per contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani.
Serve una nuova strategia e un nuovo intervento pubblico per affrontare le crisi vecchie e nuove, puntare sulla transizione ambientale ed energetica, riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo governando i processi di digitalizzazione, difendere e incrementare la qualità e la quantità dell’occupazione a partire dal Mezzogiorno.
Scioperare è un diritto sacrosanto perché siano garantiti i diritti di tutti ovunque siano nati ed ovunque abbiano scelto di vivere. Io sto dalla parte del lavoro e dei diritti. Contro ogni forma di diseguaglianze e iniquità.