Vittima di bullismo si toglie la vita a 13 anni, “tragedia inaccettabile”

Vittima di bullismo si toglie la vita a 13 anni, “tragedia inaccettabile”

  • Novembre 14, 2023

Un’altra notizia tremenda. Assurda. Senza senso. Un bambino di 13 anni sabato scorso in Sicilia si è tolto la vita mentre era in casa.
Un gesto estremo su cui stanno indagando gli inquirenti. L’ipotesi è che il tredicenne potrebbe essere stato bullizzato a causa del suo orientamento sessuale. Si lavora ora per accertare se ci sia un nesso di causalità fra la pressione psicologica e il suicidio.
Questa tragedia riapre il dibattito sull’omofobia, una delle cause più diffuse di suicidio tra gli adolescenti. Secondo una recente ricerca universitaria, un ragazzo su quattro che si uccide tra i 16 e i 25 anni lo fa per questo motivo.
Questi giovani purtroppo sentono su di loro la percezione di un ambiente ostile, la paura di essere rifiutati, che diventa convinzione di essere sbagliati. Chi ha un orientamento sessuale minoritario ha una difficoltà in più: se ti discriminano perché sei nero o ebreo, quando torni a casa trovi il sostegno della famiglia mentre i gay molto spesso sono costretti a nascondersi anche a lì. È una triste verità ma è la realtà.
Di certo i ragazzini in età scolare sono più esposti degli adulti all’omofobia. L’adolescenza è fondamentale per la messa a punto dell’identità e la sessualità è uno dei cardini per il riconoscimento e l’affermazione di sé e risente dell’approvazione degli altri. Ma purtroppo spesso, come dimostra questa ennesima tragedia, tutto ciò manca.
Nel nostro Paese l’assenza di riconoscimento è anche istituzionale, basta vedere quello che è successo con la legge contro l’omofobia: il Parlamento non è riuscito neppure a dire che è sbagliato discriminare una persona in base a chi ama. Anzi, il testo in discussione ha finito per creare nuove discriminazioni: invece di allargare a omosessuali e trans la legge che vale per altre minoranze, ha creato nuove distinzioni. E il dibattito politico se possibile ha rinforzato l’ostilità.
Serve un cambiamento sociale e un lavoro culturale. Occorre impegnarsi al massimo per sottolineare il valore simbolico ed educativo di una legge contro l’omofobia. Perché l’omofobia è un comportamento appreso, non una reazione naturale dei ragazzini. Sta agli adulti che hanno intorno, in famiglia, a scuola e nelle istituzioni, insegnarglielo.