Stop ai cellulari per gli under 14. Necessario porre un limite all’invasione della tecnologia

Stop ai cellulari per gli under 14. Necessario porre un limite all’invasione della tecnologia

  • Settembre 27, 2024

Pochi giorni fa un gruppo di cittadini rappresentati dal senatore Daniele Novara ha presentato una interessante petizione: “Stop smartphone e social sotto i 16 e i 14 anni”. Un appello che ha raccolto in pochi giorni 50.000 firme e punta dritto a raggiungere quota 100mila.
Da parte nostra, che sui giovani e i rischi connessi all’abuso di internet e delle nuove tecnologie abbiamo dedicato buna parte del nostro tempo e delle nostre migliori energie, non possiamo che guardare con favore a questa proposta rilanciandola sul nostro territorio nella speranza che venga discussa e recepita a partire proprio dalle scuole.
Negli ultimi tempi la consapevolezza tra i genitori sui pericoli della rete è certamente aumentata rispetto alla necessità di salvaguardare l’equilibrio psicofisico dei propri figli piuttosto che lasciarli seguire le mode del momento in assenza di qualsiasi controllo e di un sistema di regole chiare e condivise. Purtroppo quando parliamo di internet e smartphone, dobbiamo sapere che stiamo parlando di una tecnologia molto invasiva, pervasiva, difficile da monitorare e strapiena di artifici e nascondigli spesso utilizzati dai più malintenzionati per entrare in contatto con le vittime mascherando la propria identità e le reali intenzioni.
È questa la prima questione da mettere a fuoco: perché in rete oramai accedono tutti in modo spontaneo e senza filtri, anche (se non soprattutto) giovani e bambini che non hanno ancora sviluppato gli anticorpi necessari per potersi difendere da insidie e pericoli.
Noi riteniamo che ogni età ha una misura e un proprio target. E in questo senso non è sbagliato pensare di porre un limite all’utilizzo della rete e degli strumenti tecnologici.
A 14 anni i ragazzi hanno bisogno di interagire tra loro, stare insieme all’aria aperta, studiare e fare sport. Le piazze che devono frequentare sono quelle degli oratori, dei parchi e dei centri sportivi e non già quelle virtuali di Facebook e Tic tok. Se vogliamo fare qualcosa di realmente costruttivo per i nostri figli, chiediamo alle istituzioni politiche di investire nella riqualificazione di spazi verdi e in centri di aggregazione sociale stabilendo precisi limiti normativi all’utilizzo delle apparecchiature tecnologiche da parte di giovani e bambini.
Sarebbe un primo segnale importante. Noi siamo d’accordo. E voi?