Educazione sessuale nelle scuole: la vera barbarie è dire no

Educazione sessuale nelle scuole: la vera barbarie è dire no

  • Novembre 4, 2023

Nei giorni scorsi, la Camera ha bocciato la proposta del Movimento 5 Stelle sull’istituzione di un fondo di 10 milioni di euro per finanziare l’insegnamento dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
La proposta del Movimento 5 Stelle aveva una impronta chiaramente “civica”, difatti erano stati elencati obiettivi universali e ampiamente condivisibili: formare cittadini responsabili, sviluppare rapporti affettivi sani, combattere pregiudizi e discriminazioni, promuovere la salute sessuale e prevenire infezioni sessualmente trasmissibili.
Su questi temi l’attenzione del governo è un segnale importante, ma non basta. L’esperienza ci dice che interventi spot e limitati nel tempo, molto spesso legati a fatti di cronaca, non sono risolutivi per promuovere realmente un cambiamento efficace e duraturo nei giovani.
La sessualità rappresenta una dimensione relazionale, affettiva ed emozionale, in cui entrano in gioco tantissime variabili. Dall’educazione ricevuta al rapporto con il proprio corpo, dal rispetto di sé e dell’altro alla capacità di saper riconoscere e gestire le proprie ed altrui emozioni. Quindi è importante incoraggiare un graduale processo di cambiamento culturale. Ma per raggiungere questo obiettivo sono necessari interventi strutturati nel tempo, che prevedano anche il coinvolgimento emozionale degli alunni. In Italia, però, i retaggi culturali impediscono ancora di introdurre un’educazione sessuale e affettiva all’interno dei percorsi curriculari.
L’Italia, infatti, è uno dei pochi paesi europei a non avere introdotto programmi di educazione sessuale obbligatoria in classe. Eppure se ne parla dal 1975. Da allora, ci sono stati diversi progetti di legge da parte di diversi partiti politici ma nessuno è andato a buon fine.
Eppure sarebbe importantissimo educare alla sessualità e all’affettività i bambini già dalle elementari: in questo modo saranno messi in grado di agire responsabilmente non solo verso se stessi, ma anche verso gli altri nella società in cui vivono.