Aggressioni e violenze tra giovani, necessario aprire grande questione nazionale
- Gennaio 26, 2024
Nelle ultime settimane la cronaca ha riportato numerosi casi di violenza e aggressioni fra minori, l’ultimo pochi giorni fa nei pressi di un centro commerciale a Rende.
Cosa sta accadendo ai nostri giovani?
Siamo di fronte a una effettiva crescita delle manifestazioni di aggressività tra i giovani e il continuo crescendo di violenza in parte è riconducibile agli effetti del trascorso lockdown. La fascia dei più giovani è stata particolarmente penalizzata dalla pandemia, gli adolescenti sono stati privati a lungo di spazio per la relazione e la sperimentazione nei contesti sociali in un momento della loro vita in cui lo spazio della relazione è fondamentale per costruire la propria identità di adolescente. Il fenomeno delle gang, delle violenze e delle aggressioni giovanili, trova radice nello scenario attuale privo di esempi forti e contrassegnato dalla latitanza della famiglia e della società, sempre più disorientate.
Sui media finiscono gli episodi relativi alla violenza fisica ma sono frequenti anche le manifestazione di violenza psicologica tra giovani e giovanissimi. Sono violenza, quella fisica e quella psicologica, che hanno la medesima matrice. Entrambe hanno come finalità la sopraffazione dell’altro ed entrambe nascono dalla difficoltà di stare in relazione con qualcun altro.
I genitori oggi tendono a delegare ad altri l’educazione dei propri figli. I media poi amplificano falsi miti e cattivi maestri con la conseguenza di produrre nei giovani una pericolosa saldatura tra alcune naturali inclinazioni e l’esaltazione esasperata di azioni e comportamenti antisociali, incivili e prevaricatori.
Noi abbiamo il dovere di fare qualcosa e dobbiamo farlo subito attraverso un’azione sinergica di scuola, sport, cultura, politica e terzo settore.
E’ un tema delicato e sono molteplici i fattori in ballo. In primo luogo i modelli che vengono proposti. C’è una esorbitante quantità di violenza esposta sul web e sui media attuali che sono meno controllabili rispetto a quelli tradizionali. E poi c’è la questione delle famiglie che in molti casi hanno abdicato alla funzione educativa.
Invece dobbiamo trovare forza e tempo, come genitori, di lavorare con i nostri figli e non aspettare che accada qualcosa di grave.
Cercando di dare opportunità di impiegare il tempo in modo differente, costruttivo, di valore è possibile distogliere questi ragazzi dalla tentazione di una vita in strada ricca di potenziali pericoli e devianze.