Famiglie separate: fra diritti dei genitori e bisogni dei figli serve un intervento della politica
- Ottobre 6, 2023
Il momento che stiamo vivendo è drammatico. Attraversiamo una crisi economica con un aumento vertiginoso dei prezzi che ha pochi precedenti nella storia e che sta aumentando il senso di precarietà e di frustrazione delle fasce sociali più deboli e indifese.
Chi paga il prezzo più alto per questa drammatica situazione, sono i bambini e gli adolescenti che crescono senza più riferimenti stabili e rassicuranti e all’interno di famiglie spesso lacerate da liti tra genitori provocate da incertezze economiche, sfiducia e sensi di colpa.
Quella dei genitori separati è ormai una circostanza molto frequente con risvolti di carattere anche economico e sociale di particolare rilevanza.
E’ chiaro che questa è una battaglia di civiltà che dobbiamo combattere tutti insieme a viso aperto, ponendo la centralità della persona e le pari opportunità al centro del dibattito pubblico per come merita una questione che rappresenta un dramma per una grandissima platea di persone ed un elevato numero di servizi.
I tempi sono maturi per affrontare la problematica definitivamente.
A questo scopo, imprescindibile e doverosa è la partecipazione della politica – dalle rappresentanze parlamentari ai gruppi territoriali regionali e locali – al processo finalizzato a rendere meno drammatica e stressante la vita dei genitori separati e, in particolar modo, quella dei loro figli.
Le cose da fare sono tante: si potrebbe lavorare all’apertura di Centri diurni dedicati a quanti non possiedono più una abitazione autonoma dove poter passare del tempo in tranquillità con i propri bambini. Molto utile sarebbe anche il potenziamento della rete sociale di protezione dedicata specificamente alle coppie in fase di separazione. Gli sportelli di ascolto ci sono ma funzionano poco e male, lo confermano le scarsissime adesioni che si registrano un po’ dappertutto sul territorio nazionale.
Bisogna iniziare ad interrogarsi sulle ragioni di questo fenomeno e delle sua crescita lenta ma costante nel tempo. Ed in questa prospettiva appare evidente che il contributo determinante deve venire dalla politica nei termini di uno sforzo progettuale e finanziario necessario ad assicurare un ampliamento massiccio di servizi sociali.
Noi possiamo solo continuare a fare la nostra parte stimolando il dibattito e segnalando i pericoli ogniqualvolta ne vediamo l’insorgenza. Ma non resteremo a guardare se le istituzioni e le forze politiche non si faranno carico di questa che sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Torneremo presto a fare sentire forte la nostra voce e non lasceremo indietro nessuno, partendo proprio dalle famiglie, dai genitori separati e dai bambini che soffrono.