Movimento 5 Stelle, divieto di doppio mandato si o no?

Movimento 5 Stelle, divieto di doppio mandato si o no?

  • Giugno 20, 2024

La batosta delle ultime Europee per il Movimento 5 Stelle ha fatto riemergere la questione del divieto di doppio mandato.
È uno dei punti cardine del Movimento degli inizi che aveva indicato in questa norma l’antidoto alla politica di professione e una forma di garanzia affinché gli eletti possano dedicarsi al bene del Paese, senza lasciarsi distrarre dai propri destini personali.
Su questo come su altri aspetti statutari, in molti, all’interno dei 5 Stelle, hanno iniziato ad avanzare dei distinguo aprendo così un vero e proprio dibattito che, credo, sia giusto analizzare brevemente.
Il limite dei due mandati pone inevitabilmente da parte figure e competenze politiche che nel corso del tempo avevano maturato esperienza e professionalità ed erano riusciti a crearsi una certa credibilità nei confronti dei cittadini. Queste “forzature” sui territori si pagano perché vengono meno dei punti di riferimento che il militante/elettore ha avuto vicino per anni.
Credo sia un ragionamento da fare ora anche in prospettiva politica a patto però di partire da una considerazione di fondo: la politica non è una professione e non deve diventarlo. E anche se l’importanza di avere persone riconoscibili, in grado di portare consenso e preferenze, è un dato di fatto ineludibile, abolire il limite alla durata dei mandati è una mossa che sarebbe interpretata dai cittadini come il tentativo di auto-conservazione di una casta che si rifugia nei propri privilegi.
Il divieto di doppio mandato semmai è un principio di democrazia che andrebbe semplicemente applicato seguendo le regole del buon senso come de resto sta facendo nel migliore dei modi il presidente del Movimento, Giuseppe Conte che si è fatto garante in anni difficilissimi alla guida del Paese dell’identità e della credibilità del Movimento che continuerà a mantenere un contatto con la società fuori dai “palazzi” favorendo un ricambio nei ruoli di responsabilità senza con ciò disperdere il patrimonio di competenze ed esperienze maturate in tutti questi anni.
Questa è la strada da seguire e credo che l’impostazione data da Conte sia quella giusta per superare questa fase e far riacquistare al Movimento una centralità politica e un ruolo di guida nel Paese e nelle articolazioni sociali che si richiamano agli ideali di democrazia e progresso.